r o b e r t o g i a n n a r e l l i
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Il tempo scorre nell'unità di luogo. Un palazzo (Una giornata particolare),una balera (Ballando ballando),un appartamento (La famiglia), un ristorante (La cena). E così via. La storia si riflette e rifrange nelle storie che Scola comprime e dilata dentro set sempre più “vasti” dei loro perimetri materiali. Scola, a sua volta, non può che “scorrere” (e manifestarsi, rivelarsi) attraverso l’unico luogo in cui da sempre il suo cinema si riflette (e ci fa riflettere): lo schermo e/o il teleschermo. Il film non può che iniziare da lì: un meta-Scola davanti a uno schermo (o in uno schermo tv) che parla del suo rapporto con il cinema e con lo schermo.Cinquant’anni di cinema. La sceneggiatura e la regia. La commedia italiana e la commedia “all’italiana”. Mostri e sorpassi. E poi: viaggi, ricordi, rimpianti. La rabbia e il disincanto, il comico e il grottesco, la lacrima e il riso, la parola e il silenzio. E ancora: i belli e i brutti, i puliti e gli sporchi, i poveri e i ricchi. Il tempo. Il tempo che passa, il tempo che si ferma. Tempo bloccato, tempo dilatato, tempo sospeso. Fretta e lentezza, accelerazioni ed indugi. Cinema di storie, ma anche cinema di oggetti, di luoghi, di mobili, di abiti, di atmosfere.Scola racconta, ricorda, commenta. Ma a partire, quando possibile, da quel luogo, quell’oggetto, quell’immagine significante del suo cinema e dei suoi film. Pochi primi piani a macchina ferma, molte riprese in movimento. Voce off su immagini di film, e su immagini riprese sul set dell’ultimo film Concorrenza sleale, girato a Cinecittà. Qualche testimonianza di quelli che hanno lavorato con lui (poche e accuratamente selezionate) e molti cortocircuiti fra le parole (di Scola) e i segni del suo cinema e dei suoi film. Affinché il ritratto non sia né un “monumento” né una celebrazione retorica, ma un contributo critico, per quanto possibile vivo e appassionante, alla comprensione non solo del lavoro di Ettore Scola, ma anche del modo in cui il suo cinema ha saputo interagire con il pubblico e con l’evoluzione della società italiana negli ultimi40 anni della nostra storia. Time runs in the unity of place A building (Una giornata particolare – A Great Day), a dance hall (Ballando, ballando), an apartment (La famiglia – The Family), a restaurant (La cena). And so on.The story reflects and refracts in the stories which Scola condenses and expands within sets which are always “larger” than their material perimeters. Scola, in turn, can only “run” (and manifest, reveal himself) through the only place in which his cinema has always been reflected (and makes us reflect): the screen and/or the TV screen. The film can only start from there: a meta-Scola in front of a screen (or a TV screen) who speaks to us about his relationship with the cinema and the screen. Fifty years of cinema. Screen plays and direction. Italian comedy and “Italian-style” comedy. Monsters and reckless drivers (cf. I mostri, Il sorpasso). And then: trips, mories, regrets. Anger and disillusion, the amusing and the grotesque, tears and laughter, words and silence. And yet again: the beautiful and the ugly, the clean and the dirty, the poor and the rich. Time. Time passing and time stopping. Time halted, time extended, time suspended. Haste and sluggishness, acceleration and delays.Cinema of stories, but also of objects, of places, of furniture, of clothes, of atmospheres.
un'intervista particolare
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